martedì 14 dicembre 2010

Nevrosi?


Siamo proprio certi che ne valga la pena? 
L'essere nevrotici ha parecchi aspetti autodistruttivi, ma salva da altre...patologie... ugualmente spiacevoli (scientificamente testato!)!
In ogni caso, un grazie a chi ancora mi sopporta (ok, non vi affollate XD ...)!

martedì 16 novembre 2010

Aforisma

"La felicità è come un gatto che corre dietro alla sua coda.
Più la rincorre e più gli sfugge.
Ma quando s'impegna in altre cose,
la coda gli viene dietro ovunque lui vada."
(Anonimo)


In risposta alle considerazioni serali di mio padre.

lunedì 1 novembre 2010

Le colline hanno gli occhi 3

"Tre ragazzi e tre ragazze affittano due camere in un B&B immerso nelle verdi colline toscane. Il luogo è sperduto nella campagna, l'unica via di accesso è un viale sterrato, costellato di cartelli di "divieto di accesso" e "pericolo". La struttura è piena di strane statuine di gufi, civette e altri uccelli notturni. In giardino i fiori che spiccano su tutti sono i crisantemi. In lontananza si notano i ruderi di uno spettrale granaio abbandonato. I sei ragazzi vengono accolti dal proprietario, uno strano figuro di mezza età, un omino timido con una vocetta strascicata e lo sguardo inquietante. Li informa subito che per quel giorno non ci sarà corrente: l'impianto si è bruciato il giorno prima. Se hanno bisogno, possono chiamarlo a qualsiasi ora: lui abita lì...da solo. La notte si sentono rumori sinistri: potrebbero esserci cinghiali nella zona...e intanto piove, piove, piove..."


 La trama di un nuovo libro di Stephen King? Il set dell'ultimo film horror in sala?
No, solo la mia vacanza a Lucca!


sabato 9 ottobre 2010

"Above us only sky..."



Come il Google Doodle ci ha prontamente ricordato già da ieri, oggi sarebbe stato il 70esimo compleanno di un certo sir John Lennon. Chitarrista, compositore e voce dei Beatles da un lato, attivo hippie pacifista dal'altro, mister John ha sempre legato i due aspetti: possiamo dire che lui poteva permettersi di parlare, se non altro perchè aveva decisamente un foltissimo seguito di fan. Non che il suo attivismo non gli abbia creato problemi: non era certo ben visto dalle autorità, specie quelle statunitensi, che gli rifiutarono diverse volte la cittadinanza.
Il fatto buffo, in un certo senso (un senso macabro ovviamente), è che colui che pensò bene di imbavagliare John una volta per tutte, non fu un cecchino assoldato da qualche organizzazione che lo considerava un hippie scomodo e ingombrante, ma un suo stesso fan. Mark Chapman, ex-tossico e malato di mente, era un fan ossessionato che si dichiarava deluso da Lennon, che, a suo dire, aveva tradito i suoi ideali: per questo, l'8 dicembre 1980, pensò bene di fargli visita nella sua abitazione newyorkese in compagnia di una pistola.
Prima di sparare i 5 colpi, pare che disse "Ehi, Mr. Lennon! Sta per entrare nella storia!" (come se non ci fosse già...). Nella storia ci è certamente entrato anche lui, per aver probabilmente dimezzato la vita ad uno dei musicisti più famosi e carismatici della storia.
Riflettevo sul fatto che John avesse 40 anni quando è stato ucciso...erano dannatamente pochi per uno che, con tutta probabilità, nel 2010 si sarebbe ritrovato ancora a cantare e suonare e parlare.
I musicisti (e gli artisti in genere) sembrano avere, in buona percentuale, vita breve: dopo aver scoperto che Hendrix è morto a 28 anni, essermi ricordata che Lennon se n'è andato a 40 mi crea una certa irritazione. Mi irrita pensare quanto altro avrebbero potuto fare se non fosse stato per le loro sregolatezze o per le sregolatezze altrui.
Suppongo comunque, che ci sia un prezzo da pagare perchè il mondo festeggi ancora con affetto il tuo compleanno a 30 anni dalla tua morte...

sabato 18 settembre 2010

18/09/1970 - 18/09/2010 : Fly on Little Wing ...





Sono 40 anni che il mondo è un posto un po' più silenzioso: il 18 settembre del 1970, moriva nel suo appartamento in affitto a Londra, quello che è stato, nei suoi 28 anni di vita, uno degli dei (se non il dio per eccellenza) della chitarra elettrica. 

James Marshall Hendrix, in arte "Jimi", nasce a Seattle il 27 novembre del 1942: particolare mix di sangue afroamericano (dal padre) e pellerossa cheyenne (dalla madre), il piccolo James vive un'infanzia e un'adolescenza travagliate, prima a causa del divorzio dei genitori (1951), poi per la morte della madre (1958). In quest'ultimo periodo, Jimi posa le mani sulla sua prima chitarra: strumento da destri, in mano ad un mancino, viene impugnata al contrario e così verrà suonata durante la carriera del musicista.
I primi anni chitarristici di Hendrix sono caratterizzati da una lunga gavetta tra i locali di Nashville con i suoi primi svariati gruppi con i quali approfondisce la sua cultura blues e accumula esperienze che gli serviranno da rodaggio per la sua ascesa.
L'incontro che più degli altri segna una svolta nella carriera di Hendrix, è quello con Linda Keith, ragazza di Keith Richards degli Stones: Linda gli presenta varie personalità del mondo della musica, tra le quali Chas Chandler, bassista degli Animals, resta impressionato dalle idee e la personalità del ragazzo. Con il suo aiuto viene fondata la Jimi Hendrix Experience, trio musicale chitarra-basso-batteria con cui Hendrix inciderà i suoi brani più celebri. Il primo singolo è Hey Joe, rifacimento hendrixiano del celebre blues di Billy Roberts.
Il primo album del gruppo, Are You Experienced?, riscuote un notevole successo e si pone secondo nelle classifiche dei dischi più venduti del 1967, dietro solo allo storico  Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band (The Beatles, ovviamente!). Proprio sir Paul McCartney incoraggia l'ascesa di Hendrix, facendo invitare la band al  Monterey International Pop Festival nel giugno del '67.
Sempre nel '67, vede la luce Axis: Bold as Love anch'esso grande successo, nonostante le vicende travagliate della sua incisione prima, e del tour in giro per l'Europa dopo (durante il quale, Hendrix viene anche arrestato per comportamenti violenti causati dall'alcool). Ultimo album della JHE è Electric Ladyland, che segna la fine del gruppo anche a causa delle pretese di Hendrix di registrare ogni brano numerosissime volte, prima di trovare una versione di suo gradimento, facendo parecchi esperimenti nel frattempo.
Immagine simbolo di Jimi Hendrix, è la sua comparsa al celeberrimo festival di Woodstock del '69: nonostante abbia suonato alla fine, in condizioni di acustica tutto fuorché eccellenti, la sua rivisitazione dell'inno americano in chiave distorta e psichedelica, resta uno degli ascolti più da brividi della musica rock!
L'ultimo anno di Hendrix è segnato da esibizioni sempre più sregolate, sia umanamente che musicalmente parlando: vi sono continui problemi con i suoi collaboratori, con droghe e alcool e anche con il suo pubblico. Nel settembre del '70, nella sua ultima esibizione, in Germania, viene fischiato e criticato dagli spettatori, stanchi dello stato delirante in cui Hendrix saliva spesso sul palco.
Il 18 settembre del 1970, viene trovato morto nel suo appartamento in affitto a Londra: le cause non si conoscono per certo, ma voci dicono sia soffocato in preda ad una crisi sempre dovuta all'eccesso di alcool.

Genio e sregolatezza, come molti, moltissimi artisti, Hendrix è uno stato uno degli illustri rappresentanti delle svolte musicali degli anni '60: è stato tra i primi ad usare pesantemente il distorsore, tra i primi a sperimentare il wah wah, tra i precursori della psichedelia, dell'hard rock e del funk. Grazie alle suo numerose registrazioni-esperimenti, abbiamo un repertorio ancora più vasto dei suoi assoli visionari, rispetto ai singoli LP.
Se a 40 anni dalla morte ancora la sua chitarra suona nelle cuffiette di migliaia di ipod ogni giorno, qualcosa vorrà pur dire!

R.I.P. dio della chitarra




lunedì 13 settembre 2010

Scrivere: arte, lavoro, vocazione, necessità [nota introduttiva: tanto per iniziare da qualche parte!]

"Da grande voglio fare la scrittrice" è arrivato tra il "voglio fare la paleontologa" e il "voglio fare l'astrofisica".
Un intervallo della mia vita, nemmeno troppo breve: il mio primo "libro" lo scrissi a 5 anni (con tanto di illustrazioni!) e ho continuato a riempire fogli per un bel po'. Poi, ad un certo punto, dopo numerosi racconti, temi, pensieri, diari vari, ho preso tutti i fogli e li ho messi nel famoso cassetto, accanto ai sogni incompiuti.
Il problema è che ingegneria si porta via parecchi...dettagli... e l'italiano è uno di questi! La mia cara vecchia prof d'inglese me l'aveva lasciato intendere quando le dissi dei miei progetti universitari: si augurava di vedermi diventare un'ingegnere "colta", sottintendendo che sarei stata un'eccezione.
In realtà alla fine, penso che noi ingegneri non stiamo messi così male in fatto a cultura! E' vero però che l'italiano viene un po' sommerso dall'informatichese stretto e, alla fine, le uniche introduzioni che finisci per scrivere dopo 4 anni di spiv&dintorni sono del tipo "public static void main(String[] args)" ...di certo non un capolavoro della letteratura!
Il punto è che ritrovarsi a fare errori di grammatica a 23 anni, quando in 15 anni di scuola non se n'erano mai visti, è un po' frustrante....come il non riuscire a mettere due parole di fila....così, insieme alla decisione di riprendere a leggere a ritmi costanti, ho iniziato a pensare anche a come riprendere a scrivere. E' qualcosa di strettamente necessario, non solo per l'italiano, nè per tenere in allenamento l'emisfero destro del cervello (che si atrofizza molto più facilmente di quanto sembri)...è quasi una necessità, perchè scrivere (come disegnare, come suonare) è BELLO. Lascia i pensieri liberi di scorrere. Ha un non so che di gratificante!
Ovviamente di mettermi a scrivere un libro non se ne parla: quello è un sogno che resterà nel cassetto, non dico per sempre, ma sicuramente per un bel po' ...ora non sarei in grado... quindi, mi sono chiesta, dove trovo la valvola di sfogo? Nell'era del web 2.0, tra le note di facebook e i 140 caratteri di twitter, l'unico sbocco vero è il blog!
Così, eccolo qua, il mio blog. Cosa ci scriverò, lo scoprirò un po' per volta! Per ora mi sono limitata ad un'introduzione, finalmente diversa dagli informaticissimi "#include" :) !