Sono 40 anni che il mondo è un posto un po' più silenzioso: il 18 settembre del 1970, moriva nel suo appartamento in affitto a Londra, quello che è stato, nei suoi 28 anni di vita, uno degli dei (se non il dio per eccellenza) della chitarra elettrica.
James Marshall Hendrix, in arte "Jimi", nasce a Seattle il 27 novembre del 1942: particolare mix di sangue afroamericano (dal padre) e pellerossa cheyenne (dalla madre), il piccolo James vive un'infanzia e un'adolescenza travagliate, prima a causa del divorzio dei genitori (1951), poi per la morte della madre (1958). In quest'ultimo periodo, Jimi posa le mani sulla sua prima chitarra: strumento da destri, in mano ad un mancino, viene impugnata al contrario e così verrà suonata durante la carriera del musicista.
I primi anni chitarristici di Hendrix sono caratterizzati da una lunga gavetta tra i locali di Nashville con i suoi primi svariati gruppi con i quali approfondisce la sua cultura blues e accumula esperienze che gli serviranno da rodaggio per la sua ascesa.
L'incontro che più degli altri segna una svolta nella carriera di Hendrix, è quello con Linda Keith, ragazza di Keith Richards degli Stones: Linda gli presenta varie personalità del mondo della musica, tra le quali Chas Chandler, bassista degli Animals, resta impressionato dalle idee e la personalità del ragazzo. Con il suo aiuto viene fondata la Jimi Hendrix Experience, trio musicale chitarra-basso-batteria con cui Hendrix inciderà i suoi brani più celebri. Il primo singolo è Hey Joe, rifacimento hendrixiano del celebre blues di Billy Roberts.
Il primo album del gruppo, Are You Experienced?, riscuote un notevole successo e si pone secondo nelle classifiche dei dischi più venduti del 1967, dietro solo allo storico Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band (The Beatles, ovviamente!). Proprio sir Paul McCartney incoraggia l'ascesa di Hendrix, facendo invitare la band al Monterey International Pop Festival nel giugno del '67.
Sempre nel '67, vede la luce Axis: Bold as Love anch'esso grande successo, nonostante le vicende travagliate della sua incisione prima, e del tour in giro per l'Europa dopo (durante il quale, Hendrix viene anche arrestato per comportamenti violenti causati dall'alcool). Ultimo album della JHE è Electric Ladyland, che segna la fine del gruppo anche a causa delle pretese di Hendrix di registrare ogni brano numerosissime volte, prima di trovare una versione di suo gradimento, facendo parecchi esperimenti nel frattempo.
Immagine simbolo di Jimi Hendrix, è la sua comparsa al celeberrimo festival di Woodstock del '69: nonostante abbia suonato alla fine, in condizioni di acustica tutto fuorché eccellenti, la sua rivisitazione dell'inno americano in chiave distorta e psichedelica, resta uno degli ascolti più da brividi della musica rock!
L'ultimo anno di Hendrix è segnato da esibizioni sempre più sregolate, sia umanamente che musicalmente parlando: vi sono continui problemi con i suoi collaboratori, con droghe e alcool e anche con il suo pubblico. Nel settembre del '70, nella sua ultima esibizione, in Germania, viene fischiato e criticato dagli spettatori, stanchi dello stato delirante in cui Hendrix saliva spesso sul palco.
Il 18 settembre del 1970, viene trovato morto nel suo appartamento in affitto a Londra: le cause non si conoscono per certo, ma voci dicono sia soffocato in preda ad una crisi sempre dovuta all'eccesso di alcool.
Genio e sregolatezza, come molti, moltissimi artisti, Hendrix è uno stato uno degli illustri rappresentanti delle svolte musicali degli anni '60: è stato tra i primi ad usare pesantemente il distorsore, tra i primi a sperimentare il wah wah, tra i precursori della psichedelia, dell'hard rock e del funk. Grazie alle suo numerose registrazioni-esperimenti, abbiamo un repertorio ancora più vasto dei suoi assoli visionari, rispetto ai singoli LP.
Se a 40 anni dalla morte ancora la sua chitarra suona nelle cuffiette di migliaia di ipod ogni giorno, qualcosa vorrà pur dire!
R.I.P. dio della chitarra
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