giovedì 19 maggio 2011

"E' in un giorno di pioggia che ti ho conosciuta..."

"...e il vento dell'ovest rideva gentile..."

A più di una settimana dal mio ritorno dalla terra dei lepricauni, posso ritenermi sufficientemente sobria per mettere nero su bianco le mie sensazioni, senza temere che siano dettate ancora dall'onda dell'entusiasmo...

Che l'Irlanda mi avrebbe affascinata, ne ero più che certa: me l'avevano detto, mi avevano avvisata dell'aria particolare che spira in quella terra; e, d'altronde, lo sapevo di mio, conoscendo la mia propensione per il folklore celtico, la musica irish e i verdi paesaggi
Quindi nessuna sorpresa che Dublino mi sia piaciuta, che abbia apprezzato le pinte di Guinness che le brughiere dove è stato girato Braveheart (alla faccia della Scozia!) mi abbiano colpita. Mi aspettavo di trovare gli irlandesi strani e gentili allo stesso tempo (anche se forse hanno superato le mie aspettative sia in quanto a gentilezza sia in quanto a stranezza!); sapevo che avrei passato un bel po' di tempo (e speso un bel po' di soldi) dietro i souvenir.E non vedevo l'ora di ammirare il verde irlandese ... devo dire che il loro verde proprio non lo si può immaginare: è ovunque ed è brillante in un modo che qui non conosciamo...forse a causa del tipo di luce, sempre tendente al grigio, filtrata dalle nuvole, forse proprio per le continue piogge .... quale che sia il motivo, il verde dei prati, degli alberi, delle foglie, brilla come se vi avessero posto un incantesimo sopra!

"...e in un giorno di pioggia ho imparato ad amarti
mi hai presa per mano portandomi via."

Quello che proprio non mi aspettavo, per cui nessuno mi aveva preparata, è la sensazione che provo da quando sono tornata. Ci sono posti che finiscono per piacerci abbastanza da farci dire "Un giorno magari ci torno" oppure "Mi piacerebbe avere l'occasione di visitarlo più a fondo" ... avevo detto che sarei tornata in Irlanda prima ancora di partire, ben sapendo che non avrei visto tutto quel che volevo vedere ...ma la sensazione che ti lascia questa terra è diversa, molto più profonda: è come se catturasse una parte di te e la tenesse con sé in pegno. Allora quello che si prova non è solo una vaga idea, ma un vero bisogno di tornare, quasi la tentazione di riprenotare un volo nel momento stesso in cui si rimette piede a casa. E' come se gli elfi ti lanciassero davvero una malia e, dal momento in cui l'incantesimo mostra i suoi effetti, vieni preso da una piacevole malinconia e dalla certezza che prima o poi in Irlanda dovrai tornare, perché pare semplicemente impossibile pensare di non farlo. Inizi a sentire la mancanza non solo della brillantezza del verde, dell'ottima musica dei locali dublinesi o delle pinte di birra ... ma finisci per ricordare nostalgicamente persino il vento dell'ovest e la pioggerellina sottile.

"E in un giorno di pioggia ti rivedrò ancora 
e potrò consolare i tuoi occhi bagnati..."


Che tornerò ormai è scontato. Non so esattamente quando, ma non penso che lascerò passare troppo tempo. L'occasione potrà essere un viaggio, lungo o breve ...o magari un tentativo di cercare lavoro all'estero....ma dovrò partire di nuovo, richiamata da quella parte di me che è rimasta ospite elfi e che mi fa sentire un po' esule a casa mia!

"E i giorni son secoli aspettando di poter tornare 
di nuovo la fine del mondo cullato dal canto del mare"



[Post Scriptum: un grazie ai Modena City Ramblers che in questi giorni accompagnano grandiosamente la mia maliconia post-Irlanda con alcune canzoni che la descrivono perfettamente!]




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