L'autunno è arrivato con un paio di giorni di anticipo. O forse è settembre che ne ha diciannove di ritardo.
Non sono così pochi quelli trovano poetico l'autunno, i suoi viali arancioni, rossi e gialli, l'atmosfera plumbea, quella malinconia di fondo.
Per quanto mi riguarda, credo di aver passato quella fase: non c'è nulla di poetico nella pioggia battente che allaga le strade e crea traffico, nello svegliarsi sotto un minaccioso cielo nero, nel vento freddo e umido che ti costringe a tirare fuori le maniche lunghe.
Ci ho provato a prendere in simpatia l'autunno, ma pare che le mezze stagioni mi siano ostili: portano sempre strani avvenimenti e cattive nuove. Io e settembre abbiamo un rapporto davvero complicato.
E, fin dei conti, diciamocelo: l'arancione (sì, quello che ora è sullo sfondo del blog) è il colore delle foglie agonizzanti... dove sarebbe la poesia?
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