Se c'è una cosa che questo 2011 si è messo d'impegno per farmi capire è che sono un'idiota. La classica persona buona fino allo scemo. Perché pensare male? Perché non avere scrupoli? Perché essere stronzi?
Mi è stato detto recentemente che è una bugia quella secondo cui "nella vita bisogna essere stronzi". Anch'io la consideravo tale, era un mito che volevo sfatare, mi battevo per questo. Ebbene, è vero, è una bugia. Nella vita, infatti non bisogna essere stronzi... bisogna essere PIU' stronzi. Quest'anno ho avuto tre esempi palesi di cosa vuol dire esserlo senza farsi troppi scrupoli e di cosa accade quando non lo sei o non lo sei abbastanza. Io non lo sono stata, questo è evidente, perché mi atteggio da cinica, ma in fondo amo dare fiducia al prossimo, credere nelle buone intenzioni, tollerare gli errori come se fossero in buona fede. Sbaglio? In teoria no. In pratica, a meno di non voler intraprendere la carriera da martire, sì. E credo che il voto al martirio, per una che nemmeno crede all'aldilà, non sia una cosa furbissima...
Per cui, dovrò cercare di tenere a mente i tre casi che ora descriverò, stamparmeli bene nella memoria, perché sono una favolosa fotografia in piccolo del mondo.
Caso 1: La sanguisuga
Giusto parlando di martirio...ho la sindrome della crocerossina. Vedo una persona in difficoltà, l'istinto è quello di aiutarla. Mi avvicino senza pensare alla regola "dai un dito, si prendono il braccio". Ma le vittime hanno voglia di rivalsa e sfruttano le situazioni per ottenerla: aiuti una persona, ci diventi amica... o almeno così pensi, ma in realtà c'era l'altro obiettivo, che tu non avevi considerato. Finito di riprendersi dalla sconfitta, e ottenuto l'obiettivo (o deciso che non ha più importanza), la vittima-sanguisuga sparisce (o, peggio, fa danni) e tu resti lì senza nemmeno un grazie.
Caso 2: Perseverare è diabolico
Altra regola d'oro che bisognerebbe avere ben chiara. Errare è umano. Tutti meritano una seconda possibilità? Opinabile, ma qualche circostanza favorevole potrebbe esserci. Quel che è certo è che non meritano la terza, nè la quarta. Una persona ha dato prova di comportamenti discutibili? Benissimo, mettiamola sotto osservazione. Li ripete, peggiorandoli, se possibile? Ottimo, è fuori. Sforzarsi di trovare giustificazioni per certa gente è totalmente inutile: non ne hanno, nè ne meritano. L'ho imparato? Questo forse sì, l'ho imparato, pagando più volte il prezzo.
Caso 3: La maschera di falsi scrupoli (ma gli scrupoli dove sono?)
Arrivi al punto in cui ti costringono a pensare male. Tu non vuoi pensare male, non ti piace a prescindere, figuriamoci poi se devi pensare male di persone con cui hai condiviso qualcosa. Ti fidi se mostrano scrupoli. Sai che hanno sbagliato, ma non c'è motivo per farli sembrare peggio di quel che sono. Non pensi siano stronzi... Finché arrivi all'ipotesi numero 2, quella di cui conoscevi l'esistenza, ma che non avevi considerato davvero. Forse dall'altra parte c'è davvero uno stronzo. Ok, a questo punto, tiri fuori tutta la cattiveria di cui sei capace e inizi a dipingere ciò che secondo te è comportarsi da stronzi, così che puoi screditare la memoria della persona in errore, che, non avendo fornito grandi spiegazioni oltre alla maschera di scrupoli, non ha modo di lavarsi via lo schifo di dosso. Questo è pensare male, no? NO! Perché, quando pensi di aver dato il peggio di te in fatto di cattivi pensieri...spunta l'ipotesi numero 3 e questa davvero non era prevista nemmeno dal manuale del perfetto stronzo su cui stai cercando di studiare. E ovviamente ti rendi conto che il dipinto che avevi finito era ancora abbastanza grazioso: lo stronzo era molto più stronzo e la realtà ti ha fottuta di nuovo.
Lezione appresa? Lo spero. Del 2011 mi resterà il monito di "non vedere quello che vuoi vedere, ma quel che hai davanti davvero": cadere nella sindrome di Narciso è stata già abbastanza potente come lezione (alla fine, un riflesso non è qualcosa di reale...), ma non riuscire ad essere stronza nemmeno con tutto l'impegno è stata la goccia.