sabato 31 dicembre 2011

In direzione ostinata e contraria

Stavolta vado in controtendenza.
Ho chiuso gli ultimi N anni lamentandomi e mandandoli sonoramente al diavolo.
Oggi invece mi auguro un 2012  intenso e pieno di eventi quanto il 2011!
Sulla qualità dei suddetti eventi ne riparleremo, per ora mi accontento...


FULL (and FOOL!) NEW YEAR TO EVERYBODY!

domenica 25 dicembre 2011

Ending Theme

Oggi è Natale. Se me lo ripeto ancora, forse riesco a ricordarmelo. È un Natale strano, caduto nel momento sbagliato, in un periodo di passaggio.
Dopo vari giorni di sbornie da alcool, da euforia e da follie varie, sto riacquistando lucidità e inizio a digerire la situazione: questo finale d'anno non segna solo la chiusura del 2011, anno stranissimo sotto molti aspetti. Segna la fine di un ciclo lunghissimo, quello che mi vedeva come studentessa. 20 anni di sforzi per vivere il mio 21 dicembre, la discussione, la proclamazione, la soddisfazione, lo spumante, la coroncina di alloro, il calore degli amici. 20 anni solo a studiare e ora si volta pagina. E ora? E ora non lo so, ci sono sogni di varia natura da considerare, offerte da valutare, una gran voglia di scoprire il mondo, una gran paura di farlo.

Ma per oggi, che è Natale, ancora mi soffermo un attimo su quanto vissuto: i miei 5 anni di università sono ciò che auguro a tutti gli universitari. Pieni, davvero pieni di tutto, nel bene o nel male, ma ricchi di soddisfazioni, di affetto e di emozioni. Ho conosciuto persone davvero bellissime (tante) e anche persone molto discutibili (poche per fortuna). Ho incontrato gente che semplicemente brilla di luce propria, che ha un'aura speciale e sono contenta di averla riconosciuta e ammirata. Sono riuscita a non sacrificare tutto per lo studio, mi sembra di aver visto e fatto tanto altro.

Quest'ultimo anno, con la sua assurda intensità, è stato un sunto perfetto. Ho ecceduto sotto ogni punto di vista: tanto studio, tanta gente, tanta musica, tanti viaggi, tanto affetto, tanta rabbia, tanta delusione, tanta follia, tante volte la parola "fine". Non mi pento nemmeno di un singolo secondo vissuto, né di una scelta. Sono contenta di essermi lanciata in una tesi complessa e di aver lavorato con gente che stimo, perché era ciò che volevo da tanto. Sono contenta di tutti i concerti che ho visto, dei soldi spesi per sentirli, di aver perso un intero weekend prima della laurea per vedere l'ultimo: la musica è la mia base solida, quella che non crolla nemmeno sotto forti bombardamenti. Sono contentissima dei viaggi fatti, tutti, a dispetto delle compagnie, a dispetto delle motivazioni, a dispetto degli esami: mi hanno fatto bene più di ogni altra cosa. Sono davvero felice di aver usato il cuore, in tutti i suoi utilizzi e nonostante varie persone probabilmente non lo meritassero: non ho rimorsi in proposito, è stato bello così, e l'affetto dispensato, l'ho sentito tornare tutto negli ultimi giorni! Né provo rimorsi per le follie che quest'anno ho fatto, ripetuto, iterato: me ne sono inventate sempre di nuove, con tutte le scuse possibili. Fondamentalmente è vero: in una tela fitta fitta di razionalità da ingegnere, c'è il bisogno di qualche discontinuità in cui cadere alle volte! Non ne ho evitata nemmeno una quest'anno collezionando splendidi ricordi.

E ora, con questo carico, sono pronta a voltare pagina: ringrazio ancora una volta tutti quelli che hanno avuto una parte bella, grande o piccola che sia stata...sperando che alcuni continuino a mantenerla! Perché, come ho scritto un po' ovunque: 

"Una felicità non è reale se non è condivisa"

domenica 11 dicembre 2011

And if you want these kind of dreams, it’s Californication

Se mi avessero chiesto "Con quale concerto vorresti chiudere la tua carriera universitaria?" avrei risposto "Red Hot Chili Peppers", senza esitazioni. Hanno accompagnato molti momenti topici di questi cinque anni, hanno segnato alcune svolte e fatto da colonna sonora a bellissimi ricordi. Cinque anni di attesa, pensando che non tornassero più a calcare un palco...e invece proprio all'ultimo, eccoli. Biglietti presi cinque mesi prima, la mattina stessa in cui sono iniziate le vendite, incurante del fatto che la data fosse nel pieno della sessione di laurea papabile. E che fosse a Torino.
Nessuna esitazione: biglietti in mano. Cinque mesi di attesa cosa sono, confrontati a cinque anni? Un soffio!

Ed ecco che, senza accorgermene mi sono ritrovata al 10 dicembre, in macchina, a spararmi questi 1400 km in due giorni...ad una settimana e mezza dalla laurea! Per cosa? Per un concerto davvero potente, per due ore e più di ottima musica, per avere uno dei miei gruppi preferiti in assoluto a 15 metri da me!

Mi sono fatta accompagnare in quest'ultimo, durissimo, mese dalle loro canzoni e ho succhiato da esse la loro energia. Sapevo che se avessi sperato di sentire tutto ciò che volevo sentire, ne sarei uscita delusa, così mi son detta "Ma è davvero importante COSA suoneranno?"..no, perché qualsiasi cosa sarebbe stata gradita. Non ne sono uscita delusa, non mi sono fatta piegare dal solito Murphy che ha messo il suo carico di imprevisti (sfighe, guasti, malesseri, ritardi) e sono uscita dal Palaolimpico con la voglia di muovermi verso Milano (stasera erano lì) invece che verso Roma!

Qualche considerazione sparsa (chissà se mai riordinerò le idee):


Perchè sempre al nord? Perchè al nord hanno le strutture, perchè il Palaolimpico di Torino è nuovo, bello e con un'ottima acustica, alla faccia del nostro Palalottomatica. Il palco era piccolino rispetto ad altri visti in precedenza, ma questo portava ad avere i Red Hot davvero molto vicini!


Anthony&Co hanno 50 anni? Scoperta di stamattina: Anthony, Flea e Chad hanno quasi 50 anni. Ieri hanno cantato, suonato e saltellato come ragazzini per due ore abbondanti, praticamente senza pause...ma chi darebbe davvero a Kiedis il mezzo secolo? Questi che dovrebbero essere discreti signori per bene alla loro età, hanno caricato una folla con un'energia incredibile! Come dissi a suo tempo per Mick Jagger...questi personaggi non sono proprio un'ottima campagna anti-droga: si sono rovinati per metà della vita...ma arrivati ai 50 sembrano 35enni! Diciamo che il segreto dell'eterna giovinezza sta nella musica, che è il più forte degli stupefacenti.

Flea è umano? No, la risposta è proprio NO. Non lo è, non ha nulla di umano un tipo che gioca con il basso in mille modi: inquadravano le sue dita mentre suonava e queste non si vedevano per quanto andavano veloce! Ha duettato con Josh non so quante volte nel corso del concerto, creando varie scenette e siparietti; ha suonato Give it Away ballando in piedi su una cassa; si è presentato sul palco con degli splendidi capelli verde acqua....insomma è un notevole personaggio oltre che un immenso bassista/polistrumentista (sapete che la tromba che ogni tanto compare nelle canzoni la suona lui?). E anche la sua stranissima vocetta fa pensare ancora di più che lui, in realtà, sia uscito da qualche storia popolata esseri misteriosi, come fosse una strana specie di folletto, dalla creatività smisurata. A modo suo, è bellissimo.

Josh, molto redhottiano! Non chiamiamolo né l'erede, né il sostituto, perchè, come precisa lui stesso nel pezzo che ci canta in italiano (di Mina!!! Una vocettina insomma...) verso la fine del concerto "Io sono quel che sono, valgo quel che valgo". Quindi giudichiamolo senza far confronti. Frusciante è la storia, il mito. Ma Frusciante ha deciso di dividere la sua strada dai Red Hot e ora c'è questo ragazzo sulla trentina che da 10 anni segue il gruppo nell'ombra e fa notare le sue doti. Ottimo chitarrista, polistrumentista (suona la batteria, la tastiera e non so quant'altro), notevole voce, movenze ed energia molto da Red Hot. A me è piaciuto, come musica e come personalità. Conquistarsi la simpatia dei fan dovendo sostituire il mito è impresa ardua, ma lui le qualità necessarie le ha, e a me ha colpito. Promosso!

Perchè parlare, se puoi improvvisare! Poche chiacchiere, molta musica, ecco come sono i RHCP. Quale altro gruppo ti improvvisa jam, duetti e assoli prima di quasi tutti i pezzi? Non ne ho trovati altri per ora. Loro scrivono così: improvvisano per ore e cercano lì in mezzo qualche buona idea...ed escono canzoni che fanno storia. E' così anche sul palco: prendono la scala e le sonorità della canzone che stanno per suonare e iniziano a giocarci sopra (ovviamente Flea più di tutti) e a regalare al pubblico inediti su inediti...e poi attaccano con i miti, che tutti conoscono!

Momenti topici, da brividi. Cosa ricorderò con più energia? By the Way su tutte: forse perchè è quella strana combinazione tra una canzone melodica, il cui testo è noto davvero a tutti (e che quindi tutto il Palaolimpico cantava) e un mix sconclusionato di basso slappato, parole a caso e tanto tanto ritmo...mix che ha fatto ballare tutto il parterre. Subito dopo c'è Can't Stop, canzone a cui sono legata e che riuscirebbe a caricare anche un ghiro: è stato senz'altro il momento più divertente! Ma il pezzo che più mi ha messo i brividi è stato l'attacco di Under the Bridge: lì cantavano davvero tutti e questa ballata americana smuove qualcosa in fondo al cuore e ti fa salire sensazioni fortissime.

La realtà, comunque, è che non scorderò nulla. Non avevo mai vissuto un concerto in maniera così...coinvolta! Sarà il valore affettivo che hanno per me i Red Hot, sarà che il loro ritmo riesce a far ballare anche chi al ballo è proprio refrattaria...ma io non ho mai ballato e cantato tanto e con tanta intensità come ieri sera. I RHCP vanno a scovare una parte di me nascosta sotto strati di insicurezze e timidezze e precisione...e la portano alla luce con violenza. Sono come una droga per il mio sistema nervoso e la mia testa e in questi 5 anni hanno fatto molto per me.

Con questo concerto chiudo un anno pieno di musica: non posso dire sia stato il più bello perchè c'è Waters e lui è fuori categoria...ma come coinvolgimento, sì, i RHCP hanno vinto. E da brava drogata quale sono mi chiedo: "Quando tornano :D ?"