"Per multiverso si intende un insieme di universi coesistenti e alternativi al di fuori del nostro spaziotempo, spesso denominati dimensioni parallele, che nascono come possibile conseguenza di alcune teorie scientifiche"
(Wikipedia)
Numerose teorie (fanta-)scientifiche, più o meno popolari, dalla meccanica quantistica alla teoria delle stringhe, contemplano il multiverso. "Scientificamente", una dimensione parallela si potrebbe formare a causa di un buco nero (c'è chi dice che dall'altro lato vi sarebbe un "buco bianco" che spara tutta la materia inghiottita da questo universo a quello a fianco) o nascere dai diversi comportamenti che ogni particella può avere o essere figlia di fluttuazioni energetiche che creano "universi in bolle".
Le dimensioni parallele non comunicano tra loro (anche se in alcune ipotesi potrebbero avere delle influenze reciproche): niente porte, varchi, tunnel extra-dimensionali (salvo, al massimo, i buchi neri), scientificamente parlando.
Ok, colpa di Fringe. Forse. O forse no.
In realtà il multiverso è in assoluto la teoria scientifica (o pseudo-scientifica) che mi affascina di più. Da sempre, per quel che posso ricordare e in maniera ancora più appassionata da quando ho letto Pullman e la sua meravigliosa trilogia (ormai sono...dodici anni!).
Fantascientificamente, in genere le dimensioni parallele si formano ogni volta che compiamo una scelta o ci capita qualcosa: in un universo un fatto succederà, nell'altro no; in una dimensione incontreremo una persona, in un'altra no; qui siamo quello che siamo perché abbiamo seguito un certo percorso di vita, altrove vi saranno dei noi potenzialmente molto diversi, formatisi attraverso altre esperienze. Una versione molto antropocentrica della teoria sui vari comportamenti delle particelle subatomiche, per farla breve.
Sono tornata su questi pensieri non solo per colpa di Fringe e del suo dottor Bishop: in questo momento mi sento come se fossi una fucina di nuovi universi... ho davanti una marea di possibili strade e qualsiasi scelta faccia ne taglio alcune e ne creo altre. Ok, la vita in genere è così. Ma in alcuni periodi questa sensazione diventa così evidente e profonda che è quasi come se le avessi davanti tutte le possibili Alice dei vari universi.
Un'Alice parte. Un'Alice resta. Un'Alice accetta. Un'Alice aspetta. Una inizia a lavorare. Un'altra continua a cercare. Una risponde in un modo, una in un altro, una in un altro ancora. Tutte guardano avanti e sorridono. Nessuna ha idea di dove la porterà la strada scelta.
Nessun commento:
Posta un commento