Tic, toc, è arrivato febbraio.
Ma quando? E come?
Il tempo ha accelerato di nuovo, quello che era un allegro presente è già finito impacchettato tra le scatole di ricordi.
Si è cantato, ballato, riso, brindato, festeggiato. Ora l'euforia va scemando, resta la realtà quotidiana.
É buona. O almeno così pare. Ma è la calma che arriva dopo un bel trambusto, quindi stona un po'... e non è vera calma, in effetti. Si pretende che sia calma e serenità, perché è stabilità, ma per farla diventare quotidianità non bastano due settimane. Sono solo due settimane che ho iniziato?
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Mi chiedo perché ci sono persone che riescono a mettermi dubbi e io non posso ricambiare loro il favore. Do ut des, un dubbio a me e uno a te, no? Sarebbe equo...e ancora più giusto sarebbe, se potessi scegliere quale dubbio regalare.
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Ho in mente un po' di idee folli da mettere in pratica. Attendo i soldi (e stavolta arriveranno) e il tempo (sperando di riuscire a racimolare anche quello) e un po' di coraggio. In questa fase non ho né gli uni né l'altro, per non parlare dell'ultimo...bella fregatura le fasi di transizione!
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