martedì 17 aprile 2012

Vincoli

Vincolo è la parola del giorno. Saranno le foreign keys che ho incrociato negli ultimi due giorni...


Riflettevo e mi disperavo sulle catene che ognuno di noi si avvolge addosso perché la società lo richiede:

- Anello #1: studia, così troverai un buon lavoro.
- Anello #2: lavora, così guadagnerai.
- Anello #3: guadagna, così potrai risparmiare.
- Anello #4: risparmia, così potrai comprarti una casa.
- Anello #5: comprati una casa, così ti potrai sposare (o andare a convivere, se preferisci) e mettere su famiglia e i figli, e tirarli su e pagare i loro studi e forgiare altre catene ...

E i giochi? No, devi studiare. E gli hobby? No, devi lavorare. E i viaggi? No, devi risparmiare. E i sogni? Quali sogni?

Segui il percorso sperando almeno di ottenere quel minimo sindacale di soddisfazione che i vincoli  ti offrono (o che la società ti vuole far credere che offrano) e poi...
Poi scopri che la laurea la stanno svalutando. Che gli stipendi da laureato non ti faranno diventare certo ricco. Che i soldi per un mutuo li avrai l'anno del mai, che tu risparmi o no. Che i soldi per andartene da qui per ora non ci sono e che l'esperienza lavorativa necessaria nemmeno.
Che di famiglia non se ne parla perché hai la tua vita da single per cui provi ormai un odio/amore.

E quindi? E quindi ci sarebbe solo da fermarsi un attimo e capire quale sia la strada.
E ci sarebbe da pensare lucidamente e senza fisime e senza paure e senza il senso di oppressione che infesta le riflessioni.
Solo che ci sono pensieri, cose, persone che tendono a comparire ovunque, nella posta elettronica, nei discorsi con i colleghi, persino nelle tazzine di caffè al bar.

Che si debba aver pazienza e mettere da parte, come una formica, soldi ed esperienza, è chiaro. Ma poi? C'è davvero la voglia di aggiungere altri anelli alla catena? A che pro?

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