Un'amica, una cara amica, oggi mi ha portata a rispolverare qualche vecchio pensiero, tra cui alcuni sul tempismo (o il mancato tempismo) con cui accadono determinate cose nella vita.
Il discorso è un classico: persona giusta al momento giusto? Persona giusta al momento sbagliato? Persona sbagliata al momento sbagliato?
Ammettiamo, come assioma momentaneo, che esista una "persona giusta" (cosa su cui conservo forti dubbi, ma per l'economia di questo discorso è meglio prendere questo concetto come ipotesi e non indagare oltre).
Il punto è che alcune volte sembra che la persona sia giusta e, se poi le cose non vanno come dovrebbero, la colpa viene imputata al momento, al tempismo con cui si svolgono gli eventi. E quindi la persona giusta è caduta in un momento sbagliato. Partono allora i "e se ci fossimo incontrati in un altro momento?" ...o, ancora più pericolosi i "e se ci incontrassimo in futuro in un momento giusto?", con cui si dà attese indefinite di questo famoso "momento giusto".
Andando a memoria, penso di essere caduta in questi pensieri almeno un paio di volte: a caldo ho pensato di aver incontrato la persona giusta in un momento totalmente sbagliato. Quindi se poi, in un momento più giusto, avessi incontrato di nuovo la stessa giusta persona, magari le cose sarebbero potute andare diversamente...
Solo che poi, paradossalmente può capitare che quando arriva quello che l'altro potrebbe reputare il momento giusto, questo non è più così giusto per te.
Ma allora...era proprio il momento ad essere sbagliato o, forse, era tutta la persona a non essere così giusta come poteva sembrare? Se una persona è così giusta perché dovrebbe capitare nel momento sbagliato? Allora è giusta solo a metà, o ad un terzo, o ad un quarto...esistono le "frazioni di giustezza"?
In definitiva, guardandomi indietro, a mente fredda, adesso come adesso potrei dire che quelle persone avevano alcune carte per essere "giusti", ma anche diverse altre per non esserlo. E ad essere sbagliato non era solo il momento. Se la persona è giusta (sempre ammettendo che esista come entità), tutto sommato il momento può andare anche al diavolo.
Probabilmente è un discorso semplicistico e, altrettanto probabilmente verrò smentita. Ma di una cosa sono certa, avendola imparata ultimamente, anche pagandola abbastanza cara: tocca vivere nel presente, che il momento sia giusto o sbagliato, che ad aspettare i "momenti giusti" si invecchia e basta.