Resti ferma sotto la pioggia battente, in teoria dovresti cercare le chiavi della macchina, in pratica ti sei persa in un mondo di pensieri.
Perché il destino è così infame? Se uno scrittore avesse buttato giù una trama alternativa, non sarebbe riuscito a renderla più complessa. Si parlava di tempistiche giusto un mesetto fa, sulla gente che fugge, su chi si accorge tardi di cosa ha perso, su chi non può riportare indietro il passato. Il destino ha evidentemente letto il mio post e ha deciso di tirarmi un colpo basso.
Che succederebbe se incontrassi una persona non proprio banale e avessi solo due mesi scarsi da passarci insieme?
Avrebbe senso intraprendere una strada che finirebbe, secondo buon senso, contro un muro?
E questo muro poi...c'è davvero? E quanto è difficile, nel caso, buttarlo giù?
E se la svolta che tanto avevo atteso, tanto avevo voluto, e che ho concretizzato solo due settimane fa... non fosse quella che pensavo?
Sotto la pioggia, mi sono detta di vivere. La probabilità di farsi male è così consistente da essere quasi una certezza, c'è una percentuale di rischio assurdamente alta...ma non posso evitare di vivere, proprio no. Non in questo caso, non con queste premesse, non cercate, ma trovate. Di quello che accadrà, mi preoccuperò al momento giusto e magari per allora, la soluzione sarà chiara. Ora vivo quello che, di fatto, è un suicidio.