venerdì 12 settembre 2014

Scotland Diary: Day 0

A distanza di quasi un mese dalla partenza, finalmente trovo un momento in cui tempo ed energie sono sufficienti a iniziare il mio diario di viaggio. Pur se in leggero ritardo, so che questo diario va scritto perché l’avventura di questa estate resta sul podio dei viaggi, a contendersi il primo posto con Londra 2012.
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Cos’è la Scozia?
La Scozia è quello stato a nord dell’Inghilterra che con l’Inghilterra vorrebbe non aver nulla a che fare e che invece, per gli scherzi della storia, si trova a sottostare alla regina.
La Scozia è la zona che i Romani chiamavano Caledonia e dove non erano riuscite a posare le loro zampe anche a causa dei Pitti, popolazione bellicosa così chiamata probabilmente per le sue abitudini legate a tatuaggi e pitture sul corpo.
La Scozia è una terra dove ancora una buona percentuale della popolazione parla il gaelico scozzese come lingua madre (e questa percentuale, quando parla inglese si fa capire meglio dei madrelingua inglesi-scozzesi con il loro accento alla Willy dei Simpson).
La Scozia è una landa verde, in cui si alternano munros (montagnole intorno ai 1000 metri), glen (valli), braes (colline) e tanti, tantissimi corsi d’acqua che scendono e scorrono praticamente ovunque.
La Scozia, infine, è il posto dove, obiettivamente, potete trovare i castelli più fighi del mondo!
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Il 13 agosto 2014, il nostro volo parte alle 11.05: volo Ryanair, dal solito Ciampino, quella mattina incredibilmente e meravigliosamente vuoto per buona parte dell’attesa. La scelta della compagnia con cui volare è quasi obbligata: non ci sono molti voli diretti Roma-Edimburgo, e i pochi presenti, costano davvero tanto, in proporzione alla tratta. Con Ryanair (che vola da Roma ad Edimburgo circa ogni due giorni), si riesce a cavarsela discretamente bene, se si prenota un po’ in anticipo. Volo di tre ore,  un po’ turbolento, con atterraggio sportivo da parte del pilota, ma nulla di troppo sconvolgente.

L’arrivo all’aeroporto di Edimburgo segna l’inizio di un pensiero che poi verrà confermato in seguito da altri due episodi: ovvero che gli scozzesi sono dei chaos-maker! A dispetto della loro vicinanza territoriale con i cugini inglesi, l’organizzazione scozzese ha qualche bug alla base. Il problema, a mio modo di vedere, è dato dal fatto che loro sono abituati a tutto fuorché alle grandi folle (se si pensa che la loro capitale non arriva al mezzo milione di abitanti, si capisce anche il perché). Fatto sta che quando si arriva all’aeroporto di Edimburgo, si viene incanalati verso un’unica entrata insieme ai passeggeri di eventuali altri voli in arrivo, e fatti passare tutti insieme per un punto di checkout dove mostrare i documenti. Da lì in poi, sono efficientissimi, ma la fila che si crea è comunque abbastanza mostruosa!

Usciti da questo non-sense aeroportuale, cambiamo un po’ di euro in sterline (mai più all’ufficio di cambio, hanno tassi assurdi) e  prendiamo l’Airlink 100 (4£ a tratta) in direzione Edimburgo. È un double bus, così ci sediamo al piano alto, prendendo i posti davanti per goderci il panorama. La scelta si rivela azzeccata visto che dopo una ventina di minuti di viaggio, vediamo spuntare all’orizzonte Edimburgo, o meglio, le due colline più alte: la collina del Castello e l’Arthur’s Seat. Non faccio in tempo a tirare fuori la reflex che già sono sparite dietro a casette e alberi e, per stare attenta a guarda l’orizzonte nel caso rispuntassero fuori, non mi accorgo che piano piano ci stiamo addentrando proprio nella capitale.
E così, ci ritroviamo improvvisamente circondati da edifici che sembrano pezzi di Hogwarts e, soprattutto, voltandoci infine a destra, ci accorgiamo che il castello è sparito dall’orizzonte per comparirci lì accanto. Maestoso, imponente, arroccato sulla sua collina, il castello di Edimburgo potrebbe valer da solo la visita in Scozia.


Scendiamo dall’autobus sul Weaverly Bridge, che dista una decina di minuti a piedi dal nostro alloggio: a cui arriviamo sgomitando tra la gente che affolla la High Street a causa degli artisti di strada che si stanno esibendo nell’ambito del Fringe Festival (vedi in seguito). Premetto: ero assolutamente terrorizzata dall’idea che l’alloggio prenotato fosse una fregatura. Questo perché era un monolocale con angolo cucina in un complesso di stanze/appartamentini per studenti, assolutamente centralissimo (ad un minuto a piedi da High Street per l’appunto), e costava 24€ a testa a notte. Davvero troppo, troppo poco. E invece… per una volta le mie paure sono state totalmente smentite: la stanza/monolocale era davvero carina, anche se relativamente piccola considerando che la metà era occupata da una cucina che non ho nemmeno a Roma, tutta nuova e pulita. Per chi fosse interessato, il posto si chiama Ziggurat Cowgate Student Accomodation!

Sistemati i bagagli e ripreso fiato, usciamo di nuovo in cerca di un supermercato, dato che lo stomaco si fa sentire dopo il lungo viaggio: troviamo, quasi miracolosamente direi, i tortellini di Giovanni Rana e superpanetto di burro che basterebbe per un esercito. Questi, annaffiati con una buona birra IPA locale, diventano il nostro pranzo-cena delle 17! A proposito della birra… poco prima di partire ho scoperto (sono ignorante) che la Tennet’s Super è scozzese! La scoperta mi ha reso assai felice pensando che avrei trovato almeno una buona birra da bere in loco: e invece manco per niente! Cercatela pure in lungo e in largo, ma non troverete un supermercato che venda una bottiglia di Tennent’s Super… Il che ha avuto il risvolto positivo di provare molte birre di birrifici artigianali locali… e… possiamo tranquillamente decretare che, dopo la birra belga, quella scozzese è la più soddisfacente!

Terminato il nostro pasto, usciamo a prendere un po’ d’aria scozzese: si sta bene fuori,  non è freddo e, salvo qualche gocciolina ogni tanto, il tempo è clemente. Torniamo su High Street, e ci immergiamo nella folla del Fringe Festival. Allora…in realtà Edimburgo ospita uno ei più grandi festival delle arti al mondo, per tutto il mese di agosto: il Fringe Festival è nato come ramo del festival principale, poiché un anno, una serie di compagnie teatrali escluse, decisero di aggregarsi e fare un loro festival alternativo. Ed ecco il Fringe Festival, ovvero il festival degli artisti di strada, a conti fatti. Ci sono musicisti, tizi che fanno cabaret, scenette teatrali, gente con costumi improbabili…un po’ di tutto che richiama una gran folla!

Svicolandoci dalla suddetta folla, ci avviciniamo al Castello: purtroppo non possiamo arrivare al piazzale di fronte all’ingresso, dato che questa è una delle sere in cui si tiene il Military Tatoo, una mega parata militare, che in realtà fornisce la scusa per un’ulteriore dose di spettacoli di vario genere.
Decidiamo perciò di girare intorno alla collina del castello, per ammirarlo da tutte le prospettive, con la luce del tramonto. La passeggiata è decisamente piacevole, anche se l’aria inizia a farsi più freschina. Ad un certo punto, ci infiliamo dentro un piccolo cimitero celtico che, al tramonto, si rivela molto suggestivo. E scopriamo essere anche abitato da scoiattoli che, a quanto pare, vivono anche nei giardini più a nord di Hyde Park!
Usciti dal cimitero, proseguiamo il giro della collina e ci godiamo finalmente lo spettacolo della calda luce del tramonto sulle mura del castello: decisamente la veste più affascinante che i bastioni possano chiedere.
Chiudiamo la nostra passeggiatina serale con la mia classica capatina all’Hard Rock Cafè, dove acquisto la mia immancabile maglietta (e sospetto che diventerà una delle mie preferite).

Cediamo alla fine alla stanchezza e rientriamo in appartamento: ormai, però, la nostra promessa d’amore per Edimburgo è suggellata e non vediamo l’ora di esplorare questa meravigliosa città.

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