A distanza di
quasi un mese dalla partenza, finalmente trovo un momento in cui tempo ed
energie sono sufficienti a iniziare il mio diario di viaggio. Pur se in leggero
ritardo, so che questo diario va scritto perché l’avventura di questa estate
resta sul podio dei viaggi, a contendersi il primo posto con Londra 2012.
***
Cos’è la Scozia?
La Scozia è
quello stato a nord dell’Inghilterra che con l’Inghilterra vorrebbe non aver
nulla a che fare e che invece, per gli scherzi della storia, si trova a
sottostare alla regina.
La Scozia è la zona
che i Romani chiamavano Caledonia e dove non erano riuscite a posare le loro
zampe anche a causa dei Pitti, popolazione bellicosa così chiamata
probabilmente per le sue abitudini legate a tatuaggi e pitture sul corpo.
La Scozia è una
terra dove ancora una buona percentuale della popolazione parla il gaelico
scozzese come lingua madre (e questa percentuale, quando parla inglese si fa
capire meglio dei madrelingua inglesi-scozzesi con il loro accento alla Willy
dei Simpson).
La Scozia è una
landa verde, in cui si alternano munros (montagnole intorno ai 1000 metri),
glen (valli), braes (colline) e tanti, tantissimi corsi d’acqua che scendono e
scorrono praticamente ovunque.
La Scozia,
infine, è il posto dove, obiettivamente, potete trovare i castelli più fighi
del mondo!
***
Il 13 agosto
2014, il nostro volo parte alle 11.05: volo Ryanair, dal solito Ciampino,
quella mattina incredibilmente e meravigliosamente vuoto per buona parte dell’attesa.
La scelta della compagnia con cui volare è quasi obbligata: non ci sono molti
voli diretti Roma-Edimburgo, e i pochi presenti, costano davvero tanto, in
proporzione alla tratta. Con Ryanair (che vola da Roma ad Edimburgo circa ogni
due giorni), si riesce a cavarsela discretamente bene, se si prenota un po’ in
anticipo. Volo di tre ore, un po’
turbolento, con atterraggio sportivo da parte del pilota, ma nulla di troppo
sconvolgente.
L’arrivo all’aeroporto
di Edimburgo segna l’inizio di un pensiero che poi verrà confermato in seguito
da altri due episodi: ovvero che gli scozzesi sono dei chaos-maker! A dispetto
della loro vicinanza territoriale con i cugini inglesi, l’organizzazione
scozzese ha qualche bug alla base. Il problema, a mio modo di vedere, è dato
dal fatto che loro sono abituati a tutto fuorché alle grandi folle (se si pensa
che la loro capitale non arriva al mezzo milione di abitanti, si capisce anche
il perché). Fatto sta che quando si arriva all’aeroporto di Edimburgo, si viene
incanalati verso un’unica entrata insieme ai passeggeri di eventuali altri voli
in arrivo, e fatti passare tutti insieme per un punto di checkout dove mostrare
i documenti. Da lì in poi, sono efficientissimi, ma la fila che si crea è
comunque abbastanza mostruosa!
Usciti da questo
non-sense aeroportuale, cambiamo un po’ di euro in sterline (mai più all’ufficio
di cambio, hanno tassi assurdi) e prendiamo l’Airlink 100 (4£ a tratta) in
direzione Edimburgo. È un double bus, così ci sediamo al piano alto, prendendo
i posti davanti per goderci il panorama. La scelta si rivela azzeccata visto
che dopo una ventina di minuti di viaggio, vediamo spuntare all’orizzonte
Edimburgo, o meglio, le due colline più alte: la collina del Castello e l’Arthur’s
Seat. Non faccio in tempo a tirare fuori la reflex che già sono sparite dietro
a casette e alberi e, per stare attenta a guarda l’orizzonte nel caso
rispuntassero fuori, non mi accorgo che piano piano ci stiamo addentrando
proprio nella capitale.
E così, ci ritroviamo
improvvisamente circondati da edifici che sembrano pezzi di Hogwarts e,
soprattutto, voltandoci infine a destra, ci accorgiamo che il castello è
sparito dall’orizzonte per comparirci lì accanto. Maestoso, imponente,
arroccato sulla sua collina, il castello di Edimburgo potrebbe valer da solo la
visita in Scozia.
Scendiamo dall’autobus
sul Weaverly Bridge, che dista una decina di minuti a piedi dal nostro
alloggio: a cui arriviamo sgomitando tra la gente che affolla la High Street a
causa degli artisti di strada che si stanno esibendo nell’ambito del Fringe
Festival (vedi in seguito). Premetto: ero assolutamente terrorizzata dall’idea
che l’alloggio prenotato fosse una fregatura. Questo perché era un monolocale
con angolo cucina in un complesso di stanze/appartamentini per studenti,
assolutamente centralissimo (ad un minuto a piedi da High Street per l’appunto),
e costava 24€ a testa a notte. Davvero troppo, troppo poco. E invece… per una
volta le mie paure sono state totalmente smentite: la stanza/monolocale era
davvero carina, anche se relativamente piccola considerando che la metà era
occupata da una cucina che non ho nemmeno a Roma, tutta nuova e pulita. Per chi
fosse interessato, il posto si chiama Ziggurat Cowgate Student Accomodation!
Sistemati i
bagagli e ripreso fiato, usciamo di nuovo in cerca di un supermercato, dato che
lo stomaco si fa sentire dopo il lungo viaggio: troviamo, quasi miracolosamente
direi, i tortellini di Giovanni Rana e superpanetto di burro che basterebbe per
un esercito. Questi, annaffiati con una buona birra IPA locale, diventano il
nostro pranzo-cena delle 17! A proposito della birra… poco prima di partire ho
scoperto (sono ignorante) che la Tennet’s Super è scozzese! La scoperta mi ha
reso assai felice pensando che avrei trovato almeno una buona birra da bere in
loco: e invece manco per niente! Cercatela pure in lungo e in largo, ma non
troverete un supermercato che venda una bottiglia di Tennent’s Super… Il che ha
avuto il risvolto positivo di provare molte birre di birrifici artigianali
locali… e… possiamo tranquillamente decretare che, dopo la birra belga, quella
scozzese è la più soddisfacente!
Terminato il nostro
pasto, usciamo a prendere un po’ d’aria scozzese: si sta bene fuori, non è freddo e, salvo qualche gocciolina ogni
tanto, il tempo è clemente. Torniamo su High Street, e ci immergiamo nella
folla del Fringe Festival. Allora…in realtà Edimburgo ospita uno ei più grandi
festival delle arti al mondo, per tutto il mese di agosto: il Fringe Festival è
nato come ramo del festival principale, poiché un anno, una serie di compagnie
teatrali escluse, decisero di aggregarsi e fare un loro festival alternativo.
Ed ecco il Fringe Festival, ovvero il festival degli artisti di strada, a conti
fatti. Ci sono musicisti, tizi che fanno cabaret, scenette teatrali, gente con
costumi improbabili…un po’ di tutto che richiama una gran folla!
Svicolandoci
dalla suddetta folla, ci avviciniamo al Castello: purtroppo non possiamo
arrivare al piazzale di fronte all’ingresso, dato che questa è una delle sere
in cui si tiene il Military Tatoo, una mega parata militare, che in realtà
fornisce la scusa per un’ulteriore dose di spettacoli di vario genere.
Decidiamo perciò
di girare intorno alla collina del castello, per ammirarlo da tutte le
prospettive, con la luce del tramonto. La passeggiata è decisamente piacevole, anche
se l’aria inizia a farsi più freschina. Ad un certo punto, ci infiliamo dentro
un piccolo cimitero celtico che, al tramonto, si rivela molto suggestivo. E
scopriamo essere anche abitato da scoiattoli che, a quanto pare, vivono anche
nei giardini più a nord di Hyde Park!
Usciti dal
cimitero, proseguiamo il giro della collina e ci godiamo finalmente lo
spettacolo della calda luce del tramonto sulle mura del castello: decisamente
la veste più affascinante che i bastioni possano chiedere.
Chiudiamo la
nostra passeggiatina serale con la mia classica capatina all’Hard Rock Cafè,
dove acquisto la mia immancabile maglietta (e sospetto che diventerà una delle
mie preferite).
Cediamo alla fine
alla stanchezza e rientriamo in appartamento: ormai, però, la nostra promessa d’amore
per Edimburgo è suggellata e non vediamo l’ora di esplorare questa meravigliosa
città.
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